Giovanni e la sua……….pancetta - Riflessioni sul cattolicesimo di oggi

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Giovanni e la sua……….pancetta

  Giovanni e la sua……….pancetta




di Francesco Franco Coladarci

C’era una volta un uomo di nome Giovanni (tutte le storie iniziano con - c’era una volta), egli era un brav'uomo, cordiale con tutti, onesto, mai una parola “sconveniente”, dedito alla famiglia così come nel lavoro, ogni tanto andava in Chiesa, forse più come un’abitudine che come necessità, d’altra parte come lui ve ne sono moltissimi, un carattere buono, purché non lo si contraddica.
Quanti di noi assomigliano a Giovanni!!

Una mattina, come faceva spesso, si guardava al grande specchio che aveva nel bagno, eccolo che si aggiustava la barba, la curava in modo maniaco, neanche un pelo fuori posto, così era per la sua capigliatura, lavaggio spesso, profumo e quant'altro.
Possiamo definire Giovanni una persona che curava con molta attenzione il suo aspetto, non voleva apparire trasandato né tanto meno criticato dagli altri.

Quella mattina il Nostro, si mirava e rimirava, quando i suoi occhi si fermarono sulla……pancia, non eccessiva, solo una lieve protuberanza, bene, pensò – mi dà quel tocco intellettuale, un uomo maturo – ebbene si, Giovanni era un tantino…..vanitoso, curava l’aspetto come se fosse la cosa più importante, ma la sorpresa era dietro l’angolo, o per meglio dire in un’altra stanza.
Povero Giovanni. non sapeva cosa l’avrebbe atteso.
Finito dopo vario tempo le sue……manutenzioni, attraversò l’ingresso, in cui era collocato uno specchio a grandezza d’uomo, come passò davanti allo specchio, si fermò di colpo, il suo viso iniziò a…sbiancarsi, i suoi occhi rimanevano fissi davanti allo specchio, cosa aveva visto per rimanere in tale stato?.

Quella mattina il grande specchio non rifletteva il suo aspetto fisico bensì la sua……….Anima.
Ciò che vide lo terrorizzò, come il suo corpo fisico era ben pasciuto, curato all’inverosimile così in modo opposto la sua anima era…scheletrica, si potevano vedere e contare le sue costole, gli occhi infossati, gli arti con la sola pelle, la….pancetta che aveva nel suo fisico era uno scavo nella sua anima, ciò che vedeva era lo spettro di se stesso, passato qualche minuto lo specchio rifletteva di nuovo il suo aspetto fisico.

Tale visione anche se pur breve lasciò Giovanni in un profondo stato emotivo, quel giorno non andò al lavoro, né a divertirsi con gli amici, ma si rinchiuse solo riflettendo su ciò che aveva visto, e ciò lo affliggeva.
Egli credeva all’anima immortale, la quale un giorno avrebbe dovuta presentarsi davanti a Dio, capì che la sua soffriva di…..fame, si rese conto che non era ben pasciuta come il suo corpo, non aveva la sua…..pancetta, la quale avrebbe denotato un’ottima salute, tutt’altro.

Giovanni era un uomo buono, amava il Signore, ma a volte si lasciava trasportare dalla sua vanità, comprese subito la necessità d’alimentare la sua anima nonostante tutto che è spirituale, come d’altra parte faceva con il suo corpo fisico.
Iniziò a frequentare più spesso la Chiesa, partecipando con cuore sincero a tutti quegli alimenti spirituali per la propria salute eterna, la sua mente era ormai rivolta al benessere della propria anima, con la comunione Eucaristica, la riconciliazione, l’adorazione del S.S. Sacramento, mostrò più amore per il prossimo, ecc.
Non che non curasse più il suo aspetto fisico, ma non le diete più l’importanza primaria, facendo della salute dell’anima l’aspetto principale.

Passò del tempo, Giovanni era costante nella sua diciamo, conversione, era un uomo felice, il quale ha saputo ben porre nella sua priorità l’aspetto dell’uomo spirituale a quello fisico.
Una mattina, ponendosi come di consueto dinanzi allo specchio del bagno notò che la sua……pancetta era sparita, non si pose domande sul perché e sul percome, si mise in ordine, e transitando nell'ingresso, ove c’era il “famigerato specchio” ebbe di nuovo la visione sul medesimo la sua….anima, al contrario della prima volta, ora la vedeva bella, rosea, pasciuta e con una leggera…….pancetta.

Questa volta non fu terrorizzato, una gioia, una pace, un amore albergava nella sua anima, le quali ben si riflettevano sul suo viso.
Giovanni comprese che, aver cura del corpo fisico è importante, ma ancor più lo è la salute dell’anima.
Quest'aneddoto dovrebbe farci riflettere s’una affermazione latina tanto cara agli uomini/donne di fede.
Salus Animarum Suprema Lex Esto

"La salvezza delle anime è la suprema legge".

Pax et Gaudium in Dominun Deum nostrum

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