I tre Amici e la…Croce - Riflessioni sul cattolicesimo di oggi

Cattolici oggi
Vai ai contenuti

I tre Amici e la…Croce

  
Se vuoi essere mio seguace, prendi la tua croce e seguimi”
I tre Amici e la……………Croce



Parte I “ La Lettera”

di Francesco Franco Coladarci

Non molto tempo fa mi hanno raccontato un aneddoto, il quale lo ripropongo così come mi è stato narrato.

In un paesino nei pressi di Udine, vivevano tre amici, essi erano tutti scapoli e anche di età avanzata, un paesino piccolo di 500 o 700 anime, ebbene, i Nostri vivevano quasi l’uno vicino all'altro, si condividevano tutto, mangiavano spesso insieme ed erano talmente affiatati che più essere amici li definirei, tre fratelli.
Essi erano amati dai loro vicini, poiché se c'era da dare una mano erano sempre pronti, sembravano i tre moschettieri.

Antonio, non molto alto leggermente stempiato e di costituzione un poco fragile, spesso soffriva di asma.
Giuseppe, di costituzione un pochino più robusta, folta capigliatura con un bel pizzetto, anche lui qualche acciacco l'aveva, soffriva spesso di dolori alle gambe.

Francesco, di costituzione robusta, con la barba ben curata al contrario degli altri era in buona salute.
Questi tre amici, erano talmente uniti che si confidavano tutto, la gioia di uno era la gioia degli altri, così come è il dolore di uno era il dolore degli altri, tutti e tre erano assidui nella pietà religiosa, cercavano in tutti i modi di potere essere utili al prossimo, spesso dicevano che aiutare il prossimo era come aiutare nostro Signore, e spesso li si vedeva in ginocchio davanti al Santissimo Sacramento, assidui nella Santa Messa non mancavano mai di partecipare alla Santa Eucaristia, per tutto questo e per altro ancora erano amati da tutti, compreso il parroco che a volte li chiamava per qualche lavoretto.

Una mattina alla porta di Antonio suonò il postino, c'era una raccomandata per lui, alla vista di tale raccomandata nella mente di Antonio cominciarono a passare vari pensieri, che poi sono gli stessi che passano a noi quando riceviamo una raccomandata, di chi sarà?, nella sua mente cominciarono ad affiorare pensieri su chi l’avesse spedita, l'agenzia delle entrate o forse una tassa da pagare, oppure una multa, questi pensieri gli passarono per la mente, comunque firmò e prende la raccomandata.
Ciò che lo colpì in quel momento era il francobollo della raccomandata il quale sembrava un poco strano, come piegava la raccomandata questo francobollo emetteva piccoli riflessi di luce colorata, rientrò dentro casa aprì la raccomandata, nel leggerla i suoi occhi cominciarono a brillare e finita di leggerla una lacrima scendeva giù per la guancia.

La raccomandata veniva dal “Regno dei cieli”, e il mittente era…… Nostro Signore Gesù Cristo.
Come di consueto volle far partecipe i suoi amici, s'incamminò con passo veloce verso la casa di Giuseppe il quale non era molto lontana da lui, per farlo partecipe di questo evento meraviglioso, dimenticandosi che soffriva d'asma arrivò alla sua porta ansimando,” Antonio, cosa c'è, sei venuto di corsa e con l'affanno mettiti seduto e raccontami” disse Giuseppe.

“Amico mio non sai quello che mi è accaduto questa mattina” rispose Antonio, e gli narrò la circostanza della raccomandata e del suo contenuto, Giuseppe sorridendo gli disse “ aspetta un attimo Antonio, devo prendere una cosa”, rientrò nella casa e riuscì con una raccomandata, uguale ed identica alla sua.
“ Sai Antonio” disse Giuseppe,” questa mattina anche a me è arrivata una raccomandata, e come te pensavo chi potesse avermela mandata, e sicuramente quanto avrei dovuto pagare, di solido quando arriva una raccomandata sicuramente c'è sempre da pagare, ma quando l'ho letta mi si è stretto il cuore dalla commozione, andiamo da Francesco e facciamolo partecipe di questa meraviglia”.
Francesco stava sulla veranda assorto nei suoi pensieri, quando vide i suoi amici arrivare domandò “Quale buon vento vi porta da me amici miei”

“Francesco” disse Antonio, “non sai cosa ci è accaduto questa mattina a me ed a Giuseppe? – cosa vi è accaduto?” rispose Francesco, “ci è arrivata una raccomandata, dallo stesso luogo, e dallo stesso mittente, ma quello che è stupefacente con lo stesso contenuto”.
Francesco senza dire una parola si alza entrò nella sua casa e ne usci con una raccomandata identica alle altre due, il destinatario era diverso ma il contenuto era uguale per tutti e tre, la lettera spedita da nostro Signore diceva.

“ Figlio mio, è da molto che ti osservo, vedo il tuo amore per il prossimo, amore che tu hai manifestato in tutti i modi, vedo nel tuo cuore la gioia nell’aiutare altri, vedo l'amore, la sincerità che offri con i tuoi amici, vedo anche le tue sofferenze, i tuoi dolori, e nonostante ciò non rifiuti mai di aiutare il tuo prossimo, vedo anche il tuo grande e profondo amore per il Cuore Immacolato di mia Madre e vostra Madre, così come vedo il tuo amore per il mio Sacratissimo Cuore, e come spesso sei dinanzi al Tabernacolo, facendomi compagnia, poiché spesso mi ritrovo solo, vedo anche con quanta dedizione e amore ti accosti al mio Corpo e al mio Sangue affinché tu possa essere nutrito e purificato dai tuoi errori, dalle tue debolezze.
Ebbene figlio mio, ho voluto ricompensarti, lascia questa dimora in cui abiti, e vieni nel mio Regno, nel quale ti ho preparato la dimora per essere sempre con me, vieni figlio mio, affinché tu possa avere la gioia piena nel mio corpo glorificato e bere dalla sorgente della mia Divinità.

Non portarti ne cibo ne bevanda, ne indumenti, poiché come ho sostenuto il mio popolo nel deserto non facendo mancare loro nulla così non ti farò mancare nulla nel tuo viaggio verso la nuova dimora.
Solo una cosa ti chiedo – disse Gesù - prima di uscire dalla tua vecchia dimora prendi la tua Croce e portala giacché essa ti servirà”

Dopo averla riletta Antonio, Giuseppe e Francesco decisero di partire immediatamente la mattina seguente.
La mattina seguente i nostri tre amici erano pronti per il……..Viaggio.
Ricordarono le ultime parole di Gesù “ Figlio mio, ti chiederai del perché tu debba portare la Croce, sappi, lo scoprirai molto presto, la mia luce ti guiderà nel percorso”.

Iniziarono il viaggio percorrendo un sentiero in fila indiana, giacché non era molto largo.
Per un po’ di tempo camminarono abbastanza veloci, e si, desiderosi di arrivare prima possibile, ma poco dopo dovettero fare i conti con le proprie forze ed acciacchi, sicché ridussero l’andatura per non essere stremati.
Ciò che invece notarono era la “Croce”, leggera alla partenza ma più pesante durante il percorso, attribuirono questo alla loro età e dolori che immancabilmente li accompagnavano.
Il sentiero si stringeva e il cammino diventava difficile, la Croce faceva sentire il suo peso, ma come erano uniti prima lo erano anche in questo viaggio, Antonio il quale era il primo, sembrava di non farcela più, la Croce iniziava a pesare come un macigno, Giuseppe il quale era subito dietro lo aiutò, sollevando l’ultima parte della sua Croce affinché Antonio potesse essere alleviato dal peso.
A sua volta Giuseppe si trovò come Antonio, in difficoltà, ecco allora Francesco che prese la parte finale della Croce di Giuseppe alleggerendogli il peso.

Così uniti, così amorevoli l’uno per altro continuarono il Viaggio.
Francesco, nonostante la sua corporatura iniziò anche lui a soffrire di stanchezza, anche lui sentiva il peso della sua Croce, e, non c’era nessuno dietro per sollevarla alleggerendogli il peso .
Dobbiamo sapere che tra i tre, Francesco era il più birbantello, cosicché gli balenò una ………bella idea, riflettendo la trovò…..geniale, pensò , “ siccome dietro di me non c’è nessuno e voglio continuare ad aiutare Giuseppe farò così, taglierò un pezzetto piccolo piccolo della mia croce, così si alleggerirà un poco, anche perché essa è grande e un piccolo pezzetto non si nota”

Sembrava che l’idea fosse veramente buona, infatti mise più vigore nel sostenere la croce di Giuseppe il quale a sua volta sosteneva quella di Antonio, con il passar del tempo la necessità di….. tagliare un pezzetto di croce divenne più frequente riducendo però la sua grandezza originaria.
Dopo vario tempo i nostri amici arrivarono a un punto oltre il quale non si poteva andare, dinanzi loro c’era un “ Crepaccio”, non molto largo, ma per loro impossibile da attraversarlo, come se non bastasse, esso era molto profondo, e nel suo fondo scorreva un fiume di…..lava incandescente.

Qui non si passa, pensarono, e non sapevano cosa fare, quando però alzarono gli occhi per vedere l’altra sponda, rimasero allibiti, c’era Gesù, maestoso sfolgorante di luce, il suo sorriso e il suo dolce sguardo inebriavano i tre amici,
Antonio il quale era in testa alla…..cordata disse a Gesù “ Signore, c’è un crepaccio dove sotto scorre un fiume di lava, e non sappiamo come passare per venire da te”, Gesù sorridendo rispose “ Antonio, figlio mio, prendi la tua Croce e appoggiala tra le due sponde, passaci sopra, io ti proteggerò, non aver paura, vieni nella tua nuova dimora”

Antonio con la massima fiducia, appoggiò la sua Croce tra le due sponde, ci passò sopra e venne accolto con un grande abbraccio e un bacio da Gesù, nel frattempo la sua Croce che servì da ponte……….scomparve.
Rivolgendosi a Giuseppe disse Gesù “ Giuseppe, figlio mio, prendi la tua Croce e appoggiala tra le due sponde, passaci sopra, io ti proteggerò, non aver paura, vieni nella tua nuova dimora”
Giuseppe, con la massima fiducia, appoggiò la sua Croce tra le due sponde, ci passò sopra e venne accolto con un grande abbraccio e un bacio da Gesù, nel frattempo la sua Croce che servì da ponte……….scomparve.

Disse Gesù rivolgendosi a Francesco, “ Francesco, figlio mio, prendi la tua Croce e appoggiala tra le due sponde, passaci sopra, io ti proteggerò, non aver paura, vieni nella tua nuova dimora”
Ma Francesco non si mosse, il suo capo era chino, il suo volto triste.
Gesù ripeté di nuovo l’invito, allora Francesco rispose con le lacrime che gli solcavano le guance.
“ Padre mio, la Croce che portavo iniziava a pesare sempre più, all’improvviso mi venne un pensiero, se la taglio un pochino posso camminare meglio, e questo Gesù mio l’ho fatto varie volte, ora, io non ho più la Croce bensì una…..crocetta, e mi sento addolorato nel cuore per aver mancato al Tuo Amore”, nel frattempo il suo capo era sempre chino.

Gesù, il quale sembrava essere ancora più luminoso, con i suoi occhi i quali manifestavano un infinito amore, con il suo sorriso più rassicurante rispose.
“Francesco, figlio mio, guardami, è vero che hai tagliato a pezzetti la Croce, ma ho anche visto il tuo amore per i tuoi amici, quando con slancio hai aiutato Giuseppe a portare la sua croce, mentre tu non avevi chi ti potesse aiutare, il tuo, figlio mio è stato un atto di debolezza, di quella fragilità umana nella quale tutti gli uomini ne sono vittime, in quel momento hai dimenticato di invocarmi, quale padre non avrebbe soccorso il suo figlio, egli non aspetta altro che essere invocato, ed io aspettavo questa tua invocazione”
Al che Francesco disse “ Gesù, io desidero con tutta l’anima venire da te, godere del tuo amore della tua misericordia, di essere abbracciato al mio Redentore e Creatore, dimmi Gesù cosa debbo fare, ed io obbedirò”

Rispose Gesù “ Francesco, figlio mio, torna indietro alla tua casa, lì c’è la tua Croce, prendila e ritorna da me, io sarò qui ad aspettarti insieme ad Antonio e Giuseppe, ma se durante il viaggio avrai la sensazione di non farcela, invocami, e non ti farò mancare il mio aiuto.

La Croce figlio mio, è il solo mezzo che ti permette la salvezza, è sulla Croce che ho versato il mio sangue per il genere umano e sulla Croce l’ho redento, non potevo donare la salvezza se non passando per la “Mia Croce”, come anche tu figlio la tua salvezza passa per la tua Croce, unico mezzo per accedere alle vostre dimore eterne”.

Se volete essere miei seguaci, andate, prendete la vostra Croce e…seguitemi.


Nessun commento